MacBook Pro 2018: notti insonni di mezza estate

Era un torrido pomeriggio di mezza estate, 12 luglio per l’esattezza, quando come un fulmine a ciel sereno una notifica sul mio iPhone mi indica una nuova mail, che cita “Apple aggiorna i MacBook Pro…”. 

Pochi secondi dopo avevo già letto il comunicato stampa e come ogni Mac User che si rispetti ero in piena fibrillazione. Eh sì, perché non sarò un fanboy della mela, ma il mio primo dispositivo Apple fu proprio un MacBook, di quelli bianchi per l’esattezza, e da allora ogni uscita è sempre ben accolta. 

A questo giro, però, la mia dose di “scimmia” era già molto più consistente rispetto agli annunci degli ultimi anni, per il semplice fatto che aspettavo questo aggiornamento.

Questioni che non sto qui a raccontarvi mi hanno portato a dover acquistare un portatile da affiancare alla postazione fissa con iMac. Questo annuncio, in questo momento, ha quindi fatto saltare fuori la mia voglia di azzerare il conto in banca senza se e senza ma. 

Leggendo il comunicato stampa, si parlava di prestazioni fino al 70% migliori (per il 15’’, versione di mio interesse), con CPU 6-core, RAM fino a 32GB DDR4 (finalmente!) e come al solito SSD sempre ben performanti. Oltre a TrueTone (che dato i miei interessi, non utilizzerò molto), e vari piccoli updates.

Ogni dubbio era sconfitto, la carta era in mano, ed ero pronto all’acquisto. 

A quel punto però, un dubbio esistenziale sopraggiunge: i9 o i7?

Quest’anno le versioni disponibili per i MacBook Pro da 15’’ prevedono tre CPU diverse di ottava generazione, i7 2,2GHz e 2,6GHz ed i9 da 2,9GHz (con turbo boost che arrivano a 4,8GHz per l’i9). Calmata la scimmia, ho deciso di prendere qualche giorno per decidere se spendere quei 400€ per passare da un i7 2,6GHz ad un i9 2,9GHz. Il cruccio, ovviamente, era capire se il “salto” fosse necessario per le mie esigenze, contando anche che l’architettura è molto simile tra i due – qualcuno, su reddit, ha anche ipotizzato che questo i9 sia un semplice i7 rimarchiato per puro marketing. 

Mentre la scimmia puntava sull’i9 ed il raziocinio sull’i7, sul web, dopo appena due giorni, è iniziata una vera e propria caccia alle streghe.

Un video pubblicato da Dave Lee su YouTube, Creator statunitense, mostrava come il suo MacBook Pro i9, in condizioni di temperatura normali, avesse tracolli in termini di prestazioni lato CPU che lo rendevano addirittura più lento del top gamma dello scorso anno.

Effettuando diversi test di rendering video con Premiere Lee mostrava attraverso il software Intel Power Gadget, che la CPU del portatile non riusciva a mantenere una performance stabile in termini di clock (GHz utilizzati), andando incontro al così detto “Throttling” della CPU, che aveva continui sbalzi (sali e scendi, per dirla facile) nelle prestazioni, con una media di 2,2GHz (bel al di sotto del clock standard di 2,9).

Con Twitter, Reddit e siti di categoria in subbuglio, in poche ore la situazione ed il problema si rendono ancora più reali. Diversi Creators iniziano a pubblicare i loro risultati, mostrando il fenomeno del Throttling della CPU a pieno carico, generando diverse teorie a riguardo. La teoria più accreditata sulle cause del problema cade sulla cattiva gestione della dissipazione del calore all’interno del portatile. Puntando quindi il dito sulle due ventole e sul sistema di raffreddamento inadeguato (insieme ai test effettuati dallo stesso Lee mettendo in freezer il MacBook Pro) si nota come aumentando gli rpm delle ventole il problema si riduce, ma non di molto.

Mentre ci si chiede cosa farà Apple per rimediare, nella giornata di ieri, un utente Reddit mostra che attraverso alcuni accorgimenti – come gestione della potenza richiesta dalla CPU – il fenomeno del throttling andava a diminuire drasticamente, facendo venir fuori il nocciolo della questione: il problema non è la dissipazione – anche se non è delle migliori – ma la disponibilità di potenza per la CPU.

Senza entrare nel tecnico, un processore come l’i9 di Intel richiede molta energia, che alle volte non viene erogata se la temperatura è troppo alta. 

Modificando infatti la gestione dell’energia erogata, la temperatura riusciva a rimanere più stabile, e di conseguenza anche il clock dei processori. 

A darne – quasi – conferma è stata infine Apple, che nella giornata di oggi ha deciso di scusarsi con i propri acquirenti, rilasciando un aggiornamento software in grado di risolvere il problema. Stando alle parole dell’azienda, il problema risiedeva in una “key in the firmware” mancante, che si sarebbe dovuta occupare della gestione termica. Il problema risiedeva quindi in un piccolo “bug” causato dal recente passaggio al chip T2, presente negli iMac Pro e nei nuovi MacBook Pro per l’appunto, che si occupa anche della gestione di queste operazioni. 

La stessa Apple ha anche comunicato che nemmeno 48H dopo l’uscita del video di Dave Lee era già a lavoro con lui stesso per ricreare il suo workflow ed il problema riscontrato, per risolverlo. A quanto pare, il problema sembra essersi effettivamente risolto, come lo stesso creator mostra nei risultati ottenuti dopo aver effettuato l’aggiornamento, ma come lui stesso dice tra le righe, Apple avrebbe comunque potuto fare di più.

Non c’è dubbio che questi nuovi MacBook Pro, soprattutto con i9, siano un ottimo upgrade rispetto alla precedente versione, ma questo non basta. Un miglior sistema di areazione, un hardware maggiormente “pensato”, avrebbe sicuramente spinto questi processori verso performance ancora migliori. 

Ma d’altronde, Apple è sempre Apple e come ben sappiamo ha i suoi pregi e soprattutto i suoi difetti.

Un piccolo consiglio che vi do è che se non avete necessità di grandissime performance lato CPU, vi consiglio di optare sull’i7 2,6GHz – versione che ho deciso di acquistare – che rimane pur sempre un 6-core, sicuramente meglio sfruttato nello chassis di questi MacBook Pro, con magari 32GB di RAM. 

Spero di poter presto parlare proprio di questa configurazione, che è attualmente in viaggio.

Piermanuele Sberni
info@piermanuelesberni.it

Studente di Architettura, fotografo e videomaker. Da sempre appassionato di tecnologia e Mac user.